Il dilemma del rapporto tra bambini e dispositivi elettronici

Oggi vorrei parlarvi del rapporto tra bambini e dispositivi elettronici (tablet e telefonini)  e del dilemma sul loro utilizzo o meno .
In Italia, come nel resto d’Europa, i più grandi fruitori delle tecnologie digitali sono bambini e adolescenti (CENSIS, 2015; Ólafsson, Livingstone & Haddon, 2013). Da una indagine condotta dal Centro per la Salute del Bambino Onlus di Trieste in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri risulta che il 60% dei genitori permette ai propri figli di 2 anni di usare il proprio cellulare.
Un bambino su cinque in Italia prende contatto con il telefonino nel primo anno di vita. l’80% dei bambini fra i 3 e 5 anni è ormai in grado di usare il telefonino. Insieme al tablet, lo smartphone ha superato la “vecchia tv”.
Le tecnologie, possono essere una grande opportunità o diventare un enorme limite: a fare la differenza è l’uso che se ne fa, il tempo di permanenza davanti lo schermo, ma soprattutto la flessibilità che possiamo insegnare ai nostri figli a proposito dell’ utilizzo di altre fonti di gioco.  La tecnologia non è né buona né cattiva, tanto che ci sono posizioni contrastanti.
Alcuni ricercatori hanno scoperto che i media digitali, in particolare i videogiochi, possono migliorare le abilità visive spaziali e le capacità di problem solving (Schmidt & Vandewater, 2008). Secondo altri studi, eseguire ricerche tramite Google incrementerebbe l’attenzione selettiva (Lehrer 2010). Inoltre sembrerebbe che l’uso delle nuove tecnologie sarebbe associato a quoziente intellettivo più alti, migliori capacità di memoria e maggiore rapidità nell’elaborazione delle informazione (Rosen 2012). D’altra parte, però molti neuroscienziati mettono in guardia dagli effetti negativi  della multimedialità. Recenti studi (Dalton, 2013; Carr, 2010) affermano che l’eccesso di stimoli a cui siamo sottoposti durante l’uso di internet determina un sovraccarico cognitivo nella memoria di lavoro impedendo la formazione di connessioni neurali profonde e a lungo termine.
Nonostante i pro e i contro tutti i ricercatori, i pediatri, gli psicologi e psicoterapeuti concordano sulla necessità da parte dei genitori di monitorare e supervisionare le attività dei bambini.
Secondo l’Accademia Americana di Pediatria, i bambini di età inferiore ai 18 mesi non dovrebbero essere esposti agli schermi, a meno che non stiano video-chattando con parenti. Lo psichiatra  infantile  Serge Tisseron ha coniato la regola del 3,6,9,12 che suggerisce nessuno schermo digitale fino ai tre anni compiuti, nessuna console di videogiochi fino ai sei anni, nessun accesso ad Internet prima dei nove e accesso supervisionato alla rete solo dopo i 12 anni.
La realtà in cui i bambini italiani sono immersi è ben diversa però!  Dettata più dai comportamenti, spesso inconsapevoli, dei loro genitori.
Il tablet, infatti è uno strumento potentissimo usato da genitori, in modo più o meno inconsapevole, per distrarre i loro figli in tenera età, in modo da poter continuare a svolgere le loro attività, in casa, in auto etc… Personalmente mi capita sempre più spesso di andare in giro per la città, dal ristorante, al bar, dalla sala d’attesa del medico sino alla fila per comprare il biglietto del cinema, e osservare molte famiglie con bambini a capo chino su smartphone e tablet. Se questo tipo di comportamento non è utilizzato in maniera massiccia può essere lecito e funzionale, ma sembra quasi che ormai sia l’unico modo in cui i bimbi vengano “intrattenuti”. L’uso frequente delle nuove tecnologie non sembra aiutare lo sviluppo della capacità sociali del bambino. Il tablet rischia di scoraggiare l’interazione sociale in anni nei quali nel cervello del bambino avvengono importanti sviluppi neuronali e neurogenerativi che condizioneranno la loro vita futura. Una prima conseguenza, derivante dall’isolamento nel quale si immergono bambini rapiti dal loro gadget tecnologico, è una minore capacità nella comunicazione. A mio avviso, la conseguenza più drammatica a cui può portare l’utilizzo massiccio di questi dispositivi è l’incapacità da parte dei nostri bimbi di poter tollerare l’attesa, ma anche la noia e in generale la frustrazione.
Una posizione saggia forse è quella di non impedire l’uso delle nuove tecnologie, ma di utilizzarle con moderazione e sopratutto di affiancare i propri figli e i bambini quando ne fanno uso piuttosto che “posteggiarli” davanti giochi e applicazioni! Mettersi vicino al proprio bambino che gioca con un tablet è un modo per condividere saperi e per entrare in intimità con lui, con amore e fiducia!

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