EDUCA I BAMBINI E NON SARA’ NECESSARIO PUNIRE GLI ADULTI

EDUCA I BAMBINI
E NON SARA’ NECESSARIO PUNIRE GLI ADULTI
Così si esprimeva Pitagora.
Oggi queste parole sono solo parole o vengono trasformate in azioni concrete?
Come psicoterapeuta il mio compito non è giudicare.
Neanche la persona che voglio essere è una persona “giudicante”, per cui
quella che mi accingo a fare è una riflessione…Nata dall’osservazione dei fatti posti davanti a i miei occhi…
*NOTA PER I LETTORI : La mia riflessione nasce da una MIA osservazione, che dunque è parziale e condizionata dai luoghi e dalle persone che frequento e/o mi capita di incontrare.
Mi capita sempre più spesso di notare
bambini “posteggiati” davanti il televisore,
bambini “lobotomizzati” davanti tablet, smartphone e giochi elettronici,
bambini ai quali non si riesce a dire NO
ATTENZIONE! Non sto certo affermando che crescere i propri figli, in una società complessa come quella odierna, sia un gioco da ragazzi.
E’ difficile, è dura e certamente oggi, più di ieri, in cui entrambi i genitori “devono” lavorare.
Fino a 30 anni fa, in una gran parte di famiglie, lavorava solo un genitore, mentre l’altro si occupava della “cura” della casa e dei figli. Un tempo i compiti erano ben divisi, prevalentemente l’uomo, il papà, svolgeva i compiti “strumentali” mentre la mamma i compiti socio-affettivi.
Difficilmente in attesa dal pediatra, per tenere buoni i bimbi, si ricorrereva a qualche strumento elettronico in grado di “sedare” la cuorisità e la spinta esplorativa dei bambini (come si fa oggi…in cui i bimbi sono spesso a capo chino sui telefoni-cellulari), piuttosto si praticavano “sane iniezioni” di tolleranza alla frustrazione e si educava ad ASPETTARE!
A scuola, durante il ricevimento, non ci si sognava nemmeno di INVALIDARE il comportamento delle insegnanti e (magari anche sbagliando…per carità!!) poi a casa c’era “IL RESTO”. Chi come me ha vissuto questi tempi, sa di cosa parlo!
“Il resto” non aveva nulla a che fare con la mancanza di amore, affetto o fiducia …E noi lo sapevamo, lo percepivamo sulla pelle! Avremo imprecato nella nostra mente, certamente, ma in cuor nostro avevamo già appreso che tutto ciò aveva una grande MISSION: farci crescere e mettere nelle nostre mani quegli strumenti che ci avrebbero permesso di alzarci quando saremmo caduti…
Ma per imparare ad alzarti è necessario CADERE e via via imparare a cadere con una certa grazia….
E mi pare, ma magari sbaglio, che oggi, diversi genitori (non tutti) non consentano ai propri figli di CADERE! Evitino loro praticamente una grandissima fetta di esperienza! Fatta di attese, di gestione delle emozioni spiacevoli, di scivoloni, cadute, brutti voti, note…
Allora dico io…Diamo a questi figli la fiducia che i nostri genitori hanno dato a noi…
Ok! Ok! Ok! I tempi sono cambiati, ci si deve preoccupare anche del vicino di casa, qualcuno potrebbe obiettare! E proprio per questo viene in nostro soccorso l’amata FLESSIBILITA’.
Quella straordinaria abilità che ci permette di non essere rigidi e di adattare le nostre “regole” al contesto appropriato. Per cui una regola non funziona SEMPRE!
Allora diamo fiducia ai nostri figli…Permettiamo loro di cadere… e aspettiamo con grazia che si alzino. Che non significa fregarcene, ma mostrare loro che a volte nella vita possiamo scivolare, cadere, farci male, è normale, è la vita, ma in quel momento possiamo scegliere se alzarci oppure no!
Laddove possibile, permettiamo loro di sperimentare le conseguenze delle loro azioni!
In classe ci sono regole e se queste non vengono rispettate ti becchi una nota!
Lasciamo pure che si annoino…Se è necessario aspettare, che vivano l’attesa!
Si sopravvive!
Facciamo in modo che abbiano desideri…Non diamogli subito tutto ciò che chiedono.
Diamo loro la possibilità di coltivare impegno! Se scelgono (presi dall’entusiasmo momentaneo) di frequentare un corso in palestra, di suonare uno strumento, di cimentarsi nella danza, insegniamo loro a onorare questo impegno con costanza…anche quando l’entusiasmo iniziale sarà scemato.
Mostriamo loro, con il nostro esempio, che le emozioni più intense e fastidiose non ci “uccidono”, ma che come sono venute, vanno via.
Giochiamo con loro, sporchiamoci, rotoliamo sulla sabbia, impastiamo con le mani per fare biscotti e manicaretti.
Ascoltiamoli, chiediamo loro come si sentono, cosa pensano, diamo loro ATTENZIONE, TEMPO!
Concediamo loro di riconoscere che la maggior parte delle conseguenze che viviamo dipendono da NOI! Che siamo NOI responsabili per NOI. Che abbiamo potere su di noi e non sugli altri! Cerchiamo di riportare quanto più spesso l’attenzione verso noi stessi…
Quando rimproveri tuo figlio e lui ti risponde dicendo “ma anche Marco l’ha fatto, anche Antonio, anche Giulio” Insegna a tuo figlio a pensare per sè! A guardare il suo comportamento. Quando si lamenta di qualcosa cerca di non giudicarlo, nè giudicare gli altri, ma prova a metterlo nelle condizioni di poter pensare a cosa può fare LUI stesso per migliorare ciò di cui si lamenta! Educhiamoli a migliorare ciò che possono cambiare e ad accettare ciò che non possono cambiare.
Insegniamo loro a dare alle cose il peso che le cose hanno, senza ingigantirle o sminuirle.
“Addestriamoli” a rispettare le regole, ma anche a reinventarle qualora non funzionino più!
Facciamo loro respirare l’amore e il rispetto per gli animali (che non sono giocattoli),
Rimproveriamoli con durezza quando lo meritano.
Non evitiamo loro di incontrare ostacoli.
Prepariamoli alla vita, spiegando loro che NON ANDRA’ SEMPRE TUTTO BENE, MA che sarà necessario impegno, costanza, disciplina e a volte anche un gran culo. Che accanto ad esperienze di gioia, felicità ed eccitazione vivranno anche il dolore, la frustrazione, la delusione, la vergogna e il rimpianto.
A volte la cosa più saggia che potremo fare, come genitori, sarà quella di stare a guardare senza intervenire. Semplicemente stando loro accanto, continuando a mostrare stima e fiducia. Non possiamo vivere al posto loro, non possiamo sottrarli alle emozioni spiacevoli, MA possiamo dare loro- con amore, rispetto e fiducia- gli strumenti adeguati e più utili per gestire la loro vita e farne un percorso degno di essere vissuto.
A volte sarà dura, rientrando dal lavoro saremo stanchi, ci saranno giornate no e certo non sarà tutto facile…E Tanto più le cose saranno complesse tanto più ci servirà chiederci
“Che mamma voglio essere?”
“Che papà voglio essere?”
“Questo mio comportamento, o questa frase come influenzerà mio figlio?”
Eh si! E’ difficile, è dura! Ma quali sono le sfide più importanti che hai affrontato durante la tua vita? Quelle più dure, vero? Quelle più impegnative, vero?
Ma scommetto che la fatica accompagnata da una grande mission ha un sapore diverso…Più dolce vero?
Ecco…Allora portala sempre con te!
Ricorda a te stesso chi vuoi essere e poi cerca di comportarti di conseguenza!
Si’ ogni giorno il genitore che vorresti essere ed esprimere, sì il genitore che avresti voluto per quel bambino che sei stato e che ancora vive in te, quel genitore amorevole, compassionevole, ma anche duro quando necessario!
Si dice “Volere è potere” io credo che la volontà non dia alcun potere se non l’ accompagniamo all’impegno!
Dunque…VOLONTA’ E IMPEGNO…E AMORE (quello non guasta mai).

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